La Commissione europea ha ribadito l’importanza dell’operazione Aspides nel Mar Rosso, dopo le dichiarazioni del ministro della Difesa, Guido Crosetto, che parlando durante un evento a La Spezia ha affermato l’intenzione di impiegare i suoi assetti navali per scortare le navi nello stretto di Bab el-Mandeb.

Rispondendo venerdì alle domande dei giornalisti, il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, ha evitato di commentare direttamente le parole del ministro italiano, ma ha rivendicato il ruolo dell’operazione europea e ricordato “l’importante contributo dell’Italia ad Aspides”.

Crosetto, intervenendo il 17 settembre al Forum Risorsa Mare di La Spezia, aveva affermato che l’Italia non intende “aspettare che sia Aspides a decidere se le navi possono passare o meno” attraverso Bab el-Mandeb, aggiungendo che Roma è pronta ad agire per evitare che “la burocrazia europea si sommi alla nostra”. Secondo il ministro, eventuali ritardi nel transito delle navi rischiano di produrre conseguenze economiche più ampie, aggravando tempi, costi e difficoltà per il sistema produttivo italiano.

Secondo le parole del ministro, aspettare la burocrazia dell’Unione europea con la missione Aspides significherebbe “ritardare l’economia” e “aggravare i problemi” legati al blocco dei traffici. Per Crosetto il presidio del mare è “fondamentale non solo dal punto di vista militare” ma anche per la sicurezza economica e sociale del Paese, dato che quasi il 90% dei traffici di merci passa via mare.

Lo stretto di Bab el-Mandeb, che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden, è tornato ad essere un obiettivo delle milizie yemenite sciite del gruppo Ansar Allah (meglio noti come Houthi), che tengono sotto controllo ampie zone della costa e la storica capitale Sana’a. Solo la minaccia di un attacco ha già sospeso parte del traffico commerciale nella zona, allungando i tempi e aumentando i costi di trasporto delle merci.

La fregata Fremm “Carlo Bergamini” si trova ferma al porto di Gibuti, mentre secondo fonti della Difesa almeno una decina di navi mercantili italiane aspettano di poter attraversare lo stretto sotto scorta.

Pur senza entrare nel merito delle critiche alle procedure europee, El Anouni ha richiamato le conclusioni del Consiglio europeo, che hanno sottolineato la necessità di garantire la libertà di navigazione nella regione e di mantenere un forte coordinamento tra le iniziative degli Stati membri e le operazioni marittime dell’Unione, in particolare Aspides e Atalanta. Il portavoce ha insistito sulla necessità di “mantenere e rafforzare” questo coordinamento in un contesto regionale definito particolarmente volatile.

Il Consiglio europeo aveva già chiesto a giugno un rafforzamento di Aspides, definendo la missione uno strumento in grado di contribuire alla stabilizzazione della regione e alla protezione della libertà di navigazione. Anche a marzo il Consiglio aveva aggiornato il mandato dell’operazione, sottolineando la necessità di garantire contributi costanti in termini di mezzi e navi.

Il piano di Crosetto per far passare le navi italiane a Bab el-Mandeb senza aspettare l’UE

La Commissione: Aspides continua a scortare le navi

El Anouni ha inoltre richiamato le dichiarazioni rese pochi giorni fa dall’Alta rappresentante per la politica estera dell’UE, Kaja Kallas, al Parlamento europeo. Kallas aveva ricordato che “la nostra operazione navale dell’UE Aspides continua a scortare le navi nel Mar Rosso” e annunciato l’intenzione di rafforzare il coordinamento con la coalizione marittima multinazionale recentemente promossa dall’Arabia Saudita.

La stessa Kallas, ha sottolineato il portavoce, ha visitato personalmente l’operazione e ha potuto verificarne sul campo l’attività di protezione delle navi commerciali. Allo stesso tempo, Bruxelles continua a chiedere agli Stati membri di rafforzare la missione mettendo a disposizione un maggior numero di unità navali.

Intervenendo al Parlamento europeo il 15 settembre, Kallas aveva confermato che l’Unione intende rafforzare la cooperazione con la nuova coalizione marittima saudita, proprio mentre l’avanzata degli Houthi lungo la costa yemenita aumenta le preoccupazioni per la sicurezza delle principali rotte commerciali tra Asia ed Europa.

Per sostenere l’efficacia della missione, El Anouni ha richiamato anche i dati operativi di Aspides. Negli ultimi 29 mesi, secondo la Commissione, l’operazione ha protetto oltre 720 navi mercantili e monitorato più di 2.300 transiti. Ha inoltre contribuito al salvataggio di 128 marittimi e, nel 2024, avrebbe aiutato a evitare un grave disastro ambientale. Numeri che, secondo Bruxelles, dimostrano come l’UE continui a svolgere un ruolo rilevante nella sicurezza marittima della regione e nella protezione di una delle principali arterie del commercio mondiale.

 

[a cura di Simone Cantarini]

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